:: Categorie 2015
 



Classifica Lettori
La classifica 2015 dei lettori di RootsHighway, in più i vostri concerti e le canzoni dell'anno





Americana & Roots
10 DISCHI da segnalare: John Moreland; The Deslondes; Jimmy LaFave; Jake Xerxes Fussell, Lucero...



Indie rock & new folk
10 DISCHI da segnalare: Murder by Death; Dave Heumann; Lee Harvey Osmond; Laura Marling; Gun Outfit...




Blues, soul, r&b
10 DISCHI da segnalare: Nathaniel Rateliff; Guy Davis, Bettye Lavette; Lance Canales; Pop Staples...



BooksHighway
10 LIBRI per il 2015: David James Poissant; Don Winslow; Richard Ford; Marylinne Robinson...



Euro Americana Chart 2015
1. Amanda Pearcy - An Offering
2. Nathan Bell - I Don't Do This For Love, I Do This For Love
3. Jason Isbell - Something More Than Free
4. John Moreland - High on Tulsa Heat
5. Daniel Romano - If I've Only one Time Askin'
6. Jimmy LaFave - The Night Tribe
7. Jack Hustinx & the Southern Aces - Over Yonder
8. Rhiannon Giddens - Tomorrow Is My Turn
9. David Corley - Available Light
10. Brent Best - Your Dog, Champ

 


In loving memory

Lo speciale di quest'anno lo dedichiamo alla memoria di:

Ornette Coleman
Allen Toussaint
B.B. King
Don Covay
Percy Sledge
Ben E. King
Kim Fowley
Dallas Taylor (CSN&Y)
Tim Drummond (Neil Young, CSN&Y)
P.F. Sloan
Edgar Froese (Tangerine Dream)
Sam Andrew (Big Brother and the Holding Company)
Andy Fraser (Free)
John Renbourn (Pentangle)
Billy Sherrill (produttore)
Jean Ritchie
Tom Skinner
Scott Weiland (Stone Temple Pilots)
Lemmy Kilmister (Motörhead) ...

 

 

:: RH "Best of" dal 2001

RH Revisited 2014

RH Revisited 2013

RH Revisited 2012

RH Revisited 2011


RH Revisited 2010


RH Revisited 2009


RH Revisited 2008

RH Revisited 2007

RH Revisited 2006

RH Revisited 2005

RH Revisited 2004

RH Revisited 2003

RH Revisited 2002

RH Revisited 2001


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Home page

  

RootsHighway 2015 revisited

(di Fabio Cerbone)

Sono venticinque, non ci siamo sbagliati. Un po' controcorrente forse, quest'anno la classifica dei migliori album del 2015 si "sfoltisce" rispetto alle nostre tradizioni acquisite, anche se qui a fianco troverete segnalazioni e nomination di categoria, che vanno a completare il più possibile la selezione discografica (un occhio anche alla letteratura, come sempre) dell'anno appena passato su RootsHighway.

Perché questa scelta? Se di un "best of" deve trattarsi, allora che sia davvero il meglio, una scrematura persino un po'
spietata (tanto sappiamo già che qualcosa lo perderemo per strada, compresi quei dischi scoperti all'ultimo), ma che segnali tutto ciò che arrivati in fondo ai dodici mesi ha sedimentato maggiormente nei nostri ascolti, oggi più che mai spezzettati (impossibile non farci caso: sempre più raro trovare un "disco dell'anno" che metta d'accordo più collaboratori, basta scorrere in cima alle nostre liste). In fondo il compito di questo irrinunciabile appuntamento redazionale - un gioco certamente, e anche un modo per riconoscersi come comunità - è quello di offrire un quadro esaustivo dei nostri gusti, quasi una presa di posizione, e non un interminabile elenco che includa tutto e tutti a forza.

Ci sembra infatti che troppo spesso le liste delle tante prestigiose riviste, cartacee o sul web, soprattutto a livello internazionale, siano divetate un assembramento infinito di nomi e prospettive, affollate fino a sfondare il limite dei 70, 80, addirittura dei 100 dischi. E' forse giutificabile per chi insegue un grande orizzonte musicale, una gara aperta a ogni contaminazione della contemporaneità, voglioso di sintetizzare lo "spirito dei tempi", ma dal nostro piccolo angolo, da una linea editoriale precisa (e crediamo onesta e magari anche fuori tempo), è più corretto e stimolante riassumere l'anno musicale in questi 25 titoli, con tutte le "ingiustizie" che questo comporta.

Cosa ci ha lasciato dunque in eredità il 2015? Sottolineata ancora una volta l'incredibile e sempre crescente (un controsenso viste le condizioni del mercato) messe di uscite, anche restando circoscritti nell'ambito rock tradizionale e roots, degli oltre 350 titoli che sono stati recensiti su queste pagine, il 2015 è stato l'anno dei singer-songwriter e della parziale ritirata delle rock'n'roll band, a leccarsi le ferite (i Promised Land Sound fra le nuove leve, qualche vecchio leone come i Cracker e i soli Decemberists nella parte alta). La riscossa è invece nelle mani dei nuovi troubadour, di un rinascimento dell'altra Nashville che passa per l'affermazione dell'indipendenza stilistica di Chris Stapleton e Jason Isbell, da un certo punto di vista perfettamente accettati dall'estabilishment discografico, eppure con le loro regole, senza compromessi, seguendo un percorso personale che ha una storia lontana. Lo stesso potrebbe dirsi di Ryan Bingham, che dall'Oscar di qualche anno fa si è ritagliato via via il suo spazio, voltando le spalle alle lusinghe, mantenendo però una distribuzione internazionale (e tornando anche a una buona ispirazione).

Fra le nuove promesse ci siamo segnati i nomi di Courtney Barnett, Ryley Walker e Anderson East, mentre uno dei progetti roots più profondi per ricerca storica e musicale si è rivelato The Orphan Brigade, dimostrazione che un'idea di concept album può essere applicata anche (soprattutto) alle radici senza risultare pedanti. Tra le conferme invece è arrivato l'ennesimo buon disco dei Decemberists e un Warren Haynes sempre più eclettico nell'affrontare i mille rivoli dell'american music. Un briciolo di rock'n'roll è rimasto saldamente nella mani di un ispiratissimo Jesse Malin (addirittura con due album in classifica) e di un manipolo di vecchietti agguerriti e insaziabili (The Sonics)... il resto segue nel dettaglio, comprese le vostre scelte, che trovate qui a fianco.


[REDAZIONE - Le liste dei collaboratori]



  25 dischi per il 2015 [le scelte della redazione]


Runners [25 - 11]


25. Rhiannon Giddens - Tomorrow Is My Turn  (Nonesuch)

americana folk diva

"...la nota positiva di un album quale Tomorrow Is My Turn, pur nella sua eleganza formale, è quella di non soccombere una volta tanto a certe ovattate forzature, tipiche delle recenti produzioni di Burnett: sarà lo spirito della stessa Rhiannon Giddens o una sorta di magia venutasi a creare in studio con i musicisti, eppure la diversità di toni e sentimenti, quasi una sintesi di un secolo di musica americana, è la forza trainante del disco..."



24. James McMurtry - Complicated Game  (Blue Rose)
country short stories

"...come un Carver perso nelle distese del South West o un Jim Harrison altrettanto spietato, ma con una chitarra a tracolla, giureremmo (quasi) che il figlio del premio Pulitzer Larry McMurtry abbia superato il padre in fatto di narrazione. Soltanto che il buon James ha preferito i quattri-cinque minuti e i tre accordi in croce delle sue canzoni rispetto al ritmo della parola scritta. ..."



23. Dawes - All Your Favorite Bands  (Hub Records)
west coast guys

"...per molti resteranno ancora, e forse del tutto legittimamente, un piacevole amarcord del sogno West Coast, con i santini di Jackson Browne (che peraltro li tenne a battesimo in passato, partecipando al secondo capitolo, Nothing Is Wrong) e degli Eagles nella tasca dei pantaloni: non sarebbe un'offesa e neppure un'imprecisione, perché la musica dell'evocativo All Your Favorite Bands è ancora sommersa da quegli orizzonti..."



22. Christopher Paul Stelling - Labor Against Waste  (Anti)
lonesome hobo

"...una scrittura folk che rimanda alla mitologia e alla religiosità del Sud e nello stesso tempo allo storytelling di razza, che unisce con un filo rosso Mississippi John Hurt con Bob Dylan e mille altri testimoni più o meno celebrati. Non vi è dubbio che a colpire sia lo stile alla chitarra, un fingerpicking veloce e cristallino, figlio della tradizione e come ammette lo stesso Stelling affascinato dalle figure di John Fahey e Dock Boggs..."



21. Kurt Vile - B'lieve i'm goin' down (Matador)
psychedelic folk pill

"...facile etichettarlo come l'album intimista della sua produzione (o quello della maturità, fate voi), giunta oggi alla sesta uscita ufficiale, eppure c'è qualcosa di più celato fra queste canzoni: mantengono quella tensione sospesa, quell'aria un po' imbambolata e ossessiva che traspare dalla sua musica, ma al tempo stesso cercano insistentemente la melodia, potremmo anche affermare che si tratti di un passaggio verso una personale versione della canzone rock d'autore..."



20. Glen Hansard - Didn't He Ramble  (Anti)
celtic folk&soul

"...il menu non cambia rispetto all'album precedente: ballate indie da ascoltare in silenzio (l'intensa Wedding Ring), il grande amore per la musica d'autore americana (ascoltate Winning Streak e vi sembrerà di essere nel pieno di un disco di Amos Lee), il soul serpeggiante che non manca mai in una qualsiasi produzione di marca Irish (il crescendo gospel di Her Mercy), le ballate tradizionali della sua verde terra (McCormack's Wall)..."



19. The White Buffalo - Love & The Death of Damnation (Unison)
roots rock got soul

"...semplicemente allargando la line-up attorno alle sue più classiche ballads, arrangiate ora con fiati, violino, cori, lap-steel, pedal-steel, organo, piano, con un apporto arricchito e reso più completo da una struttura vivace. Un po' come dire che, se la sostanza non è poi cambiata molto, è la forma a renderla più appetibile, innestandosi su di un prodotto già buono di per sé e ora, di sicuro, più completo..."



18. Josh Ritter - Sermon On The Rocks  (Pytheas Recordings)
the fine art of songwriting

"...Sermon On The Rocks però arriva a dirci che è forse l'ora di promuoverlo a pieni voti alla serie A, non perché sia per forza questo il suo album migliore (la lotta per la palma è davvero feroce), ma se non altro per l'invidiabile continuità a livelli eccelsi, visto che all'alba dell'ottavo album in carriera la sua qualità è ancora in continua crescita, e non è davvero cosa da molti..."



17. Dwight Yoakam - Second Hand Heart  (Reprise)
old cow punker

"...portandoci quaranta minuti di puro Yoakam-sound, dopo le piccole deviazioni pop imposte dalla produzione di Beck nel lavoro precedente. Qui invece è impossibile ravvisare grandi novità nel sound , forse solo più rock-oriented del solito, ma senza dubbio siamo di fronte ad uno degli episodi più freschi, energici e pienamente riusciti della sua carriera..."



16. JJ Grey & Mofro - Ol' Glory  (Provogue)
deep southern soul

"...potremmo definirli una Band (quelli con la B maiuscola) moderna immersa nei sapori Stax, una ex jam-band nata per emulare la Dave Matthews Band che si è dimenticata la jam a favore dell'emozione, del ritmo funky. Non c'è niente da fare, ogni loro uscita è una festa, e quindi anche questo Ol'Glory, disco che non si discosta dai precedenti se non per un ulteriore spostamento del baricentro verso la soul-ballad..."



15. Cracker - Berkeley To Bakersfield  (429/ Floating World)
we're an american band

"...quello che però sorprende è che finalmente la strabordante prolificità di Lowery pare nuovamente focalizzata sulle canzoni e non sulle forzature dovute al plot del progetto. In altre parole Berkeley to Bakersfield potrebbe essere davvero il loro disco definitivo, il riassunto di tutta una carriera mai troppo lodata, seppur cosparsa di troppi titoli minori negli ultimi anni..."



14. Craig Finn - Faith in the Future  (Partisan)
urban storyteller

"...il secondo lavoro solista del leader degli Hold Steady si gioca ancora tutta la sua credibilità su quelle storie dal grande nulla americano, le stesse che popolano da sempre la sensibilità blue collar dell'autore, quell'intreccio di rock da strada maestra e rabbia punk che lo ha trasformato in un piccolo eroe del genere, riconoscibile forse proprio per la sua figura così "normale"..."



13. Jesse Malin - Outsiders  (One Little Indian)
new york rock'n'roll poet

"...è un lavoro altrettanto valido, persino più spumeggiante rispetto al suo recente compagno, perché riesce a cogliere ogni sfumatura del songwriting e a riassumere le influenze accumulate nel tempo dall'ex ragazzo terribile dei D-Generation. Certo, non aggiunge nulla a quanto già sapevamo del musicista, ma ne definisce i contorni con una precisione chirurgica...."



12. Promised Land Sound - For Use And Delight
            (Paradise of Bachelors)
lysergic country rock

"...un grumo di visioni psichedeliche, di code settantesche i cui i Grateful Dead più imbambolati si incontrano con i Big Star del crepuscolo (quelli di Third/ Sister Lovers, per intenderci), dove il gesto del garage rock si tuffa nei ricordi dei sixties e arriva fino a lambire la California dei Byrds, magari quelli più stralunati di Fifth Dimension, prima di fermarsi in qualche comune hippy..."



11. Anderson East - Delilah  (Atlantic)
sweet soul music

"...Anderson East canta con piglio scafato e una convinzione che supera spesso in maturità i suoi ventisette anni, ma dà la sensazione di riprodurre quanto già scritto nel mito. Rispetto alla media delle proposte del genere ha tuttavia i numeri per sfondare: la sua musica è accattivante per i palati fini che vagheggiano il passato..."


Top Ten [10 - 1]


10. The Sonics - This Is The Sonics  (Revox)
garage rockers never die

"...quello che forse nessun avrebbe messo in conto è la sfiacciataggine e la freschezza con cui affrontano il repertorio, sempre diviso fra brani altrui e materiale originale, di questo nuovo album. Il quale resta una bomba di pura adrenalina elettrica, sfilacciato dalle urla di Roslie e del suo piano boogie, dalle fragorose incursioni del sax di Lind e più in generale da una eterna adolescenza..."



09. Jesse Malin - New York Before The War  (One Little Indian)
streets of fire

"...le coordinate in fondo sono sempre le stesse, storie metropolitane di abbandono e riscatto, questa volta con un tono ancora più disperato e personale, che pescano in un taccuino affollato di canzoni. Jesse Malin dice di averne scritte quaranta e di averle registrate in più sessioni, cominciate in Virginia e completate a New York..."



08. The Orphan Brigade - Soundtrack To a Ghost Story              (Appaloosa)
gothic americana

"...l'esito non poteva che essere un disco di affascinante e dilatata Americana, dove sentori di irish music e fragranze sudiste, country rurale e folk rock d'assalto si incontrano nel suono rarefatto, diremmo ambientale, offerto dall'ottimo Neilson Hubbard, produttore che pare avere studiato tanto alla scuola di T Bone Burnett quanto a quella di Daniel Lanois..."



07. Courtney Barnett - Sometimes I Sit and Think, and          Sometimes I Just Sit  (Marathon Artists)
aussie rockin' girl

"...abbiamo per le mani una raccolta di brani di sorprendente spontaneità e vigore, puntellati da un'ispirazione alternativamente aspra, sognante o naif, ma sempre sicura della sua forza espressiva. Che il risultato sia conseguito con ingredienti poveri, della "cucina" tradizionale (chitarra basso e batteria; qualche spolverata di organo, quanto basta) rende ancora più sorprendente l'esito finale..."



06. Ryley Walker - Primrose Green  (Dead Oceans)
70s folk rock nostalgia

"...improvvisazioni jazzistiche, chitarre imbevute di morbida psichedelia e richiami al folk rock anglosassone che ne decretano la piena realizzazione. È un piccolo miracolo di equilibri questo lavoro del giovane chitarrista di Chicago, nemmeno venticinque anni all'anagrafe, eppure un'anima vecchia come la sua musica..."



05. The Decemberists - What A Terrible World What A          Beautiful World  (Rough Trade)
folk rock opera

"...in genere dischi di questo tenore, dove l'autore di turno affronta le sue paure rispetto alla fama, tendono ad essere pericolosamente auto-referenziali: non accade in What a Terrible World, What a Beautiful World, opera dalle diverse sfaccettaure, anche di umore musicale, che dalla ideale sfrontatezza pop della prima parte scivola gradualmente verso l'intensità folk..."



04. Warren Haynes feat. Railroad Earth - Ashes And Dust                (Corcord)
jam americana

"...i Railroad Earth sono i protagonisti delle parti strumentali, con la loro miscela di bluegrass, rock, jazz e musica celtica. Le parti soliste sono affidate soprattutto al fantasioso violino di Tim Carbone, al mandolino di John Skehan e al banjo di Andy Goessling, mentre Haynes si concentra sulla scrittura e sulla voce (in costante miglioramento)..."


Podio 2015


03. Ryan Bingham - Fear And Saturday Night  (Humphead records)
texan country rock renegade

"...non necessariamente il migliore per coesione e qualità, ma senza ombra di dubbio quello che riassume un'intera poetica, fatta di strada percorsa, corde di chitarra consumate e schiaffi ricevuti dalla vita. Nel solco di quella tradizione dei troubadour del South West americano che ha saputo rinnovare, Bingham inghiotte ancora la polvere che un tempo fu di Mescalito..."



02. Jason Isbell - Something More Than Free  (Southeastern)
southern rock guy

"...le stesse tematiche tuttavia ribadiscono l'approccio di Isbell, uno che ha capito come la migliore canzone americana scaturisca dalle ferite, dai cuori spezzati (e da qualche bicchiere vuoto al bancone del bar) e come trovi la sua catarsi nelle speranze di tutti i giorni, in una nuova famiglia o nella semplice "fortuna" di avere ancora un lavoro ..."


Disco dell'anno 2015


01. Chris Stapleton - Traveller  (Mercury/ Universal)
new kid in Nashville

"...è persino impossibile definire questo debutto come un album di country ortodosso. Qui semmai cadiamo nel campo del canone sudista, una musica tra radici bianche e nere imbevuta di southern soul e country rock da banditi, di umori gospel e ballate da bivacco, dove la voce, ecco che torniamo al "singer" di partenza, non è affatto una nota a piè di pagina..."



Riepilogo - Best albums 2015

Top 10
1. Chris Stapleton - Traveller
2. Jason Isbell - Something More Than Free
3. Ryan Bingham - Fear And Saturday Night
4. Warren Haynes - Ashes And Dust
5. The Decemberists - What A Terrible World What A Beautiful World
6. Ryley Walker - Primrose Green
7. Courtney Barnett - Sometimes I Sit and Think, and Sometimes I Just Sit
8. The Orphan Brigade - Soundtrack To a Ghost Story
9. Jesse Malin – New York Before The War
10
. The Sonics – This Is The Sonics

Runners 11-25
11. Anderson East - Delilah
12. Promised Land Sound - For Use And Delight
13. Jesse Malin - Outsiders
14. Craig Finn - Faith In The Future
15. Cracker - Berkeley To Bakersfield
16. JJ Grey & Mofro - Ol' Glory
17. Dwight Yoakam – Second Hand Heart
18. Josh Ritter - Sermon On The Rocks
19. The White Buffalo - Love & The Death of Damnation
20. Glen Hansard - Didn’t He Ramble
21. Kurt Vile - B'lieve i'm goin' down
22. Christopher Paul Stelling - Labor Against Waste
23. Dawes - All Your Favorite Bands
24. James McMurtry - Complicated Game
25. Rhiannon Giddens - Tomorrow Is My Turn