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Angeli No - Songs of Edoardo Bennato
[Cheyenne Records 2018]

cheyennerecords.it

File Under: Tu vuoi l'America

di Nicola Gervasini (24/08/2018)

Non ci siamo mai occupati di Edoardo Bennato su queste pagine e questo potrebbe non sorprendere, se non fosse che di tutti gli artisti italiani "storici", lui è sicuramente quello che è stato più vicino alle sonorità americane che popolano RootsHighway. Stiamo pur sempre parlando di uno che nel 1983, al top del successo, si fece produrre un album ("E' arrivato un Bastimento") da Garland Jeffreys, affrontando non poche critiche. Non sorprende quindi che venga da un appassionato di genere (Massimo Massimi) l'idea di produrre un disco-tributo che unisca artisti italiani e stranieri che a Bennato sono legati per molte ragioni. E l'omaggiato ha talmente apprezzato l'idea che ha fatto uscire il cd per la propria casa discografica, regalando al progetto un inedito (A Napoli 55 è a' Musica) registrato live ad Ancona nel 2016, un talking-blues che ricorda molto la Talkin' New York di Bob Dylan per come racconta i suoi esordi giovanili e il viaggio a Milano in cerca di un contratto discografico.

L'idea del progetto prodotto da Massimi non è però tanto rivisitare i classici di Bennato, quanto mettere alla prova alcuni amici incontrati negli anni con brani meno conosciuti, ma spesso non meno meritevoli, del suo repertorio. Senza un particolare filo conduttore, a partire dalla Vendo Bagnoli offerta dalla Campi Flegrei Blues Band (e il nome già dice tutto) o quella Invece No (riproposta dagli italiani Wagon Wheels) che utilizzava la base di Down In Hollywood di Ry Cooder per ribadire la sua ironica visione del suo ruolo di rockstar (ideale seguito di Cantautore e Sono Solo Canzonette), canzone che uscì solo su 45 giri (ma oggi la ritrovate insieme a Nisida nella riedizioni in cd di Kaiwanna). I tre ospiti stranieri invece operano scelte curiose: il norvegese Terje Nordgarden osa molto con come Estate Italiana (proprio la canzone di Italia 90) ma ne esce degnamente, mentre sicuramente più caricaturale appare la Facciamo un Compromesso di Dirk Hamilton, un ripescaggio da I Buoni e I Cattivi (come anche la Salviamo il Salvabile riproposta dai Moonshiners), che mischia italiano e inglese ribattezzandola Let's Compromise, mentre infine la rediviva Carolyne Mas evita la trappola dell'"Itainglese" ripescando Every Morning, brano in inglese anche nell'originale apparso su Il principe e il Pirata.

Non viene trascurata anche la produzione meno classica, come la title-track tratta da Sbandato del 1998 rifatta in chiave decisamente elettrica dai napoletani The Bonesound Theory, o Tutto Sbagliato offerta da Barbara Milizia, brano scritto nel 1992 all'indomani del crollo del blocco sovietico (era su Il paese dei Balocchi, di cui viene riproposta anche la title-track in versione "grunge-like" dai Whiskeycold Winter). Chiude il menu Massimiliano Larocca che trasforma Una Settimana Un Giorno in un sussurro notturno con l'ausilio della chitarra di Antonio Gramentieri. Operazione interessante questo tributo, che alza il velo su una scena roots/blues napoletana alquanto viva e tutta da scoprire (la stessa che ispirò a Bennato l'alter-ego Joe Sarnataro), e che omaggia un autore che nonostante gli anni difficili che hanno segnato e un po' compromesso la sua carriera dopo gli anni novanta, resta sempre il primo punto di riferimento di qualsiasi persona abbia imbracciato una chitarra nella nostra penisola da quarant'anni a questa parte.