:: Recensioni
 

Vai alle altre rubriche:

Ultime novità:


Herself// Nero Kane// Ferro Solo// Jennifer V Blossom


Jesus on a Tortilla
Tonite is the Night


An Early Bird
Of Ghosts & Marvels


The ACC
Beautiful, at Night

Il resto della ciurma:

Any Other
Two, Geography

Luca Rovini & Companeros
Cuori fuorilegge

Artisti Vari
Angeli No-Songs of Edoardo Bennato

Big Man James trio
Another

Rusties
Queste Tracce...Live

Dave Muldoon
Smoke Steel and Hope

Francesco Piu
The Cann O' Now Sessions

Terlingo Sacchi Blues Quintet
Sophomore

Dead Cat in a Bag
Sad Dolls and Furious Flowers

Lowlands
The Collection 2008-2018

Staggerman and
the hobo's amen
Hobos and Gentlemen

Chiara Giacobbe
Lion's Heart

Andrea Van Cleef
Tropic of Nowhere

Franco Giordani
Truòisparìs

Eloisa Atti
Edges


Riccard Maccabruni
Waves


Guy Littell
One of Those Fien Days

Jama Trio
A Process

Claudio Conti
Garnet Dusk

Cheap Wine
Dreams

Dago Red
Cicada

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Home page

Made in Italy   cose di casa nostra

 
 

Alessandro Lepore
The Long Silence
[Alessandro Lepore/ IRD 2018]

alessandrolepore.com

File Under: soulful Americana

di Davide Albini (15/10/2018)

The Long Silence ha tutte le carte in regola per imporsi come un ottimo esempio di Americana: ballate dal piglio malinconico che hanno il sapore agrodolce del migliore alternative country, suoni elettro-acustici che privilegiano le radici e una sorta di rock pastorale, una voce calda e soulful che interpreta con trasporto i sentimenti semplici espressi dalle liriche. Il fatto che l’album sia stato inciso in Italia e in gran parte suonato e arrangiato dal romano Alessandro Lepore è solo un dettaglio, che ormai non dovrebbe più stupirci. C’è una agguerrita scena di casa nostra che da tempo sta cercando di farsi spazio con una propria sensibilità nel campo della roots music, e su queste pagine abbiamo sempre concesso spazio e tempo ai più meritevoli.

Mi pare di poter dire che Lepore si collochi senz’altro nella fascia medio alta di quei musicisti innamorati delle sonorità al confine fra tradizione country e rock da strada maestra. The Long Silence è il suo terzo lavoro solista, dopo una lunga trafila in band locali, la partecipazione a qualche festival tematico e l’affermazione al concorso “L’Artista Che Non C’era” presso il CPM di Milano. Quindi è giunto il sogno di scrivere e vivere direttamente il suo american dream musicale, andando alla fonte primaria della sua ispirazione: il precedente Twentyfor/seven, infatti, è stato inciso a Phoenix, Arizona. Oggi Lepore fa ritorno alla base e mostra una maturità nella composizione (suona gran parte degli strumenti, con qualche essenziale intervento esterno degli ospiti, tra i quali si fa notare Roby Colella al dobro e pedal steel), la stessa che rende Come Home to You, Marry Him in June, la bluesy e scura Weary Man (all’armonica Fabio Drusin) o la più vivace fotografia country di Lazy Days degli esempi riusciti di questa sua padronanza del linguaggio Americana.

The Long Silnece parla di anime ferite (Broken Soul), di lontananza e nostalgia (l’apertura acustica e rurale con So Alone and Missin’ Home), di stare ostinatamente dalla parte sbagliata della strada (la chiusura con Wrong Side of the Road), temi classici della canzone folk americana dai quali Lepore attinge a piene mani. E se una piccola critica va mossa al suo approccio è proprio la ripetizione di uno schema collaudato, tanto che la maggior parte del disco mantiene l’andatura languida della ballad country rock: So Gone e You sono da aggiungere al novero delle belle interpretazioni di Lepore, che ha nell’intensità del canto una della sue armi vincenti. Ciò che mette tutti d’accordo e ci convince che il percorso imboccato sia quello giusto è la qualità delle melodie, la cura dei dettagli musicali e il rispetto per le forme roots da cui Alessandro Lepore trae ispirazione: ci sono tutte le premesse per un ulteriore salto di qualità.