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Roberto Menabò
A bordo del Conte Biancamano
[Roberto Menabò 2016]

www.robertomenabo.it

File Under: acoustic blues lessons

di Fabio Cerbone (06/02/2017)

Chitarrista, scrittore, divulgatore di storie a cavallo fra tradizione blues e repertorio folk americano, Roberto Menab˛ Ŕ una figura eclettica di musicista e musicologo, che sembra seguire l'istinto delle proprie passioni. Non si spiegherebbe altrimenti la riproposizione, a pi¨ di trent'anni dalla sua pubblicazione ufficiale, di questa raccolta di strumentali intitolata A bordo del Conte Biancamano, in omaggio all'ultimo grande transatlantico italiano che solc˛ le acque dell'oceano in direzione di New York. Menab˛ riprende idealmente quella rotta e trasborda echi di melodie mediterranee, persino riferimenti alla canzone sudamericana (il ricordo della figura di Atahualpa Yapanqui nella lunga Le ragazze hanno gli occhi di rubino quando suona Atahualpa Yapanqui) nella direzione della terra del blues, memore della lezione che fu di John Fahey, uno dei suoi padri spirituali, al quale dedic˛ anche un accurata biografia qualche anno fa.

In un profluvio di accordature aperte, minuziosamente introdotte dalle note dello stesso Menab˛ all'interno del libretto, ripercorriamo le diverse suggestioni chitarristiche che hanno ispirato i brani, all'inseguimento di un suono che vuole essere solitario e orchestrale al tempo stesso. La scelta infatti di indagare la risonanaza delle corde, una volta adattata l'accordatura alle tonalitÓ di Do, Sol e Re, ci restituisce, come afferma lo stesso Roberto Menab˛, un suono potente, "come se fossimo stati in una chiesa dalle larghe volte". Il vibrare basso e lo scampanellio alto di quegli accordi si mescolano sulla Martin modello HD28 del protagonista, offrendo quattrodici tracce per lo pi¨ originali, che sono brevi suggestioni intitolate Salters Hotel, A due passi dal Sunflower, quest'ultima con l'ausilio anche della tecnica slide, Sulle rive dell'Aar, Il ritorno dell'Enola Gay e la stessa A bordo del Conte Biancamano.

Picking fluido e melodico, catturato in un'unica sessione di incisioni nel 1985, nel disco esce anche il ricordo di una stagione in cui musicisti come Roberto Menab˛ erano quasi dei pionieri, propagandisti di un linguaggio folk blues che oggi sembra avere una scena italiana pi¨ consapevole, anche se l'approccio di un album come A bordo del Conte Biancamano sembra concedere poco o nulla alla facile conquista, molto di pi¨ all'amore profondo per lo strumento e la sua espressivitÓ pi¨ primigenia e popolare. Due le riletture non originali incluse in scaletta, testimonianza di quel lavoro di ricerca filologica che avrebbe poi portato Menab˛ a scrivere una piccola enciclopedia di "Vite affogate nel blues": i brani sono Guitar Rag di Sylvester Weaver (primo 78 giri inciso per sola chitarra acustica nel '24) e Poor Boy di Bukka White, cosý come Menab˛ l'apprese dal citato John Fahey.

Alla preziosa ristampa del disco vengono aggiunte sei tracce inedite che risalgono a momenti successivi della storia di Menab˛, dal 1998 al 2006, ma musicalmente non distanti dal linguaggio del repertorio di partenza. Ecco dunque alternarsi episodi curiosi come Il feroce anarchico Bava, brano della tradizione popolare di lotta, l'unico cantato, qui contaminato nella sua melodia dallo stile chitarristico folk americano, oppure le riletture strumentali dei canti natalizi inglesi tra cui spicca O Little Town of Bethlehem.