:: Best albums 2014: le categorie
 




CLASSIFICA LETTORI
La classifica 2014 dei lettori di RootsHighway, e inoltre i concerti e le canzoni...



SONGS: una compilation
20 canzoni per il 2014 scelte dalla redazione di RootsHighway



OVERLOOKED: da segnalare
Dischi da non dimenticare: Americana, blues, indie rock, pop...




BOXES & TRIBUTES
Ristampe, cofanetti e tributi



BOOKSHIGHWAY
I 10 libri del 2014 segnalati da RootsHighway

L'anno scorso era andata così:
RootsHighway 2013 Revisited

 


In loving memory
Lo speciale di quest'anno lo dedichiamo alla memoria di:

Phillip "Phil" Everly (Everly Brothers)
Pete Seeger
Joe Cocker
Freak Antoni (Skiantos)
Francesco Di Giacomo (Banco)
Jesse Winchester
Jimmy Scott
Horace Silver
Bobby Womack
Charlie Haden
Tommy Ramone
Johnny Winter
James Govan
Paul Revere (Paul Revere & The Raiders)
Jack Bruce (Cream)
Clive Palmer (Incredible String Band)
Bobby Keys (Rolling Stones)
Ian McLagan (Faces)
Nick Talbot (Gravenhurst) ...

 

:: RootsHighway "best of" dal 2001

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© Marion Post Wolcott
 
 
  Bubbling Under (posizioni dalla 50 alla 41)
 
  Bubbling Under (posizioni dalla 40 alla 31)
 
  Right Stuff (piazzati, posizioni dalla 30 alla 21)
 
  Runners (inseguitori, posizioni dalla 20 alla 11)
 
 


RootsHighway 2014 revisited

di Fabio Cerbone

In attesa di capire se il vecchio caro vinile risolleverà le sorti della discografia agonizzante (qualcuno crede a questa favoletta? E in ogni caso noi
non ci sentiamo affatto coinvolti...perché il vinile non lo abbiamo mai abbandonato), il 2014 chiude i conti con un colpo di coda per chi continua a pensare senza vergogna - come RootsHighway e il suo pubblico di lettori - che là fuori ci siano sempre canzoni da scoprire, senza questioni assillanti e inconcludenti sull'originalità e il presunto futuro, racchiuse dentro dischi che guardano sì alla tradizione, magari senza trasformarsi in revival fine a se stesso. Lo stato di salute di tutto ciò che ruota intorno al "classico", sia quest'ultimo più sbilanciato verso le radici o più propenso alla moderna elettricità, ci è parso anche questa volta ottimo, forse persino più vivace delle passate stagioni: da un parte un ritorno generalizzato alla centralità del gesto rock, alle chitarre, dall'altra il solito grande fiume di songwriter, che si mettono sulle tracce dei maestri e provano a rinnovarne la lezione.

Una cosa è certa: una figura femminile è tornata con prepotenza sbaragliare gli avversari. Non accadeva da anni e non era un dato così scontato. In un mondo spesso troppo sbilanciato verso il lato maschile, ci sembra una buona notizia, anche se l'indiziata, Lucinda Williams, non è certo una debuttante. Indiscusso punto di riferimento per quell'Americana che guarda alle paludi dello swamp rock e del country blues sudista, il suo ultimo lavoro ha rappresentato la summa di un'intera carriera e il catalizzatore di un sound che mette al centro l'anima del rock'n'roll americano cresciuto sulla linea tra Memphis e Nashville.

I colleghi uomini si sono comunque arraffati il resto: sono spuntati parecchi solisti e ne hanno in parte fatto le spese le rock'n'roll band, almeno a giudicare dalle prime posizioni. Che siano le conferme dei soliti Ryan Adams (con il suo trionfale ritorno al rock), John Mellencamp (il più regolare della sua generazione, ormai non sbaglia un colpo), Damien Jurado (il più avventuroso forse nello spostare in avanti il genere) e Joe Henry (impegnato in uno dei suoi lavori più equilibrati e densi), oppure i nuovi arrivati Robert Ellis e Christopher Denny, il segnale è che c'è ancora speranza per la canzone d'autore di stampo folk rock e country. E nelle retrovie incalzano altre più e meno giovani conoscenze, da Beck a Leonard Cohen, da Matthew Ryan a Bob Mould...

Quanto ai gruppi, come detto, ci si lecca un po' le ferite, ma l'expliot dei War on Drugs rimette in pari la bilancia, con un disco che ha unito davvero i ponti tra vecchio e nuovo, tra "conservatori" e "progressisti", tra sensibilità indie e tradizione rock. Insieme a loro si segnalano il ritorno solidissimo dei Counting Crows (e la conferma è arrivata dalle loro esibizioni live), i beniamini della scena roots, Old Crow Medicine Show, due felici presenze italiane (Mandolin' Brothers e Cheap Wine) a guidare la truppa nostrana e molti altri ancora nelle posizioni di rincalzo (Woods per i più psichedelici, Reigning Sound e Handsome Jack per i più garagisti fra noi).

Ciò che ci pare non difetti a questo 2014 di RootsHighway sono anche le promesse, le rivelazioni e le doverose conferme del vasto universo Americana e indie rock, una ricerca che resta in fondo la nostra missione fondamentale fin dagli inizi: segnatevi allora i nomi di Mike Farris, Sturgill Simpson, Frazey Ford, Blake Mills, Lydia Loveless, The Temples... e preparatevi ad un nuovo viaggio di scoperte insieme a noi, in questo 2015 appena arrivato.

 

 Le singole schede dei collaboratori


* solo i dischi recensiti durante l'anno su RootsHighway vengono considerati per la top 50 finale della redazione (la classifica vuole essere lo specchio dei 12 mesi di recensioni). Sono esclusi live, ristampe e cofanetti vari.

* la classifica tiene conto non solo delle singole segnalazioni e della somma dei voti, ma anche dei giudizi ricevuti in sede di recensione e delle scelte editoriali (es. dischi del mese)