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Artisti Vari
Too Late to Pray. Defiant Chicago Roots
[Bloodshot 2019]

bloodshotrecords.com

File Under: Are You Sure Hank Done it This Way?

di Yuri Susanna (04/02/2020)

Regola risaputa di ogni delitto è quella che prevede il ritorno dei colpevoli sul luogo in cui il crimine venne commesso. Venticinque anni dopo - un tempo che si direbbe sufficientemente lungo per dimenticare movente e prassi - i tipi della Bloodshot non solo riproducono la scena di quel loro primo "colpo" con mimetica determinazione ma danno l'idea di non avere smarrito lungo la via nulla o quasi della spinta e dell'entusiasmo che aveva mosso inizialmente tre amici (Nan Warshaw, Rob Miller ed Eric Babcock: sia messo agli atti), musicisti mancati, dj radiofonici e frequentatori assidui di concerti, ad autofinanziare il progetto di una compilation che testimoniasse a imperitura memoria la scena alternativa di Chicago, quella legata alla riscoperta iconoclasta del country da parte della generazione grunge. For A Life of Sin: A Compilation of Insurgent Chicago Country usciva nell'estate del 1994 e vendeva abbastanza copie da permettere un secondo volume, che allargava il raggio d'azione anche fuori dai confini della città del vento (Hell Bent: Insurgent Country Volume 2).

Quelli erano gli anni: l’ibridazione del country con il punk e le sonorità "alternative" su cui la Bloodshot puntava i riflettori stava producendo e avrebbe prodotto alcuni dei dischi più significativi del decennio (e su queste pagine virtuali non c'è davvero bisogno di ricordarlo). Tra le fila della label di Chicago sono passati, prima o dopo, tanti dei protagonisti di quella stagione irripetibile, dalla "A" di Alejandro Escovedo alla "W" di William Elliott Whitmore, senza dimenticare naturalmente il fondamentale contributo di uno sconosciuto (allora) Ryan Adams, che ha permesso all'etichetta, prima con i Whiskeytown e poi con i dischi solisti, e soprattutto con il bestseller Heartbreaker, di passare dalla fase amatoriale all'apertura di veri e propri uffici, rendendo quello che era un hobby tra amici (ma ora è rimasto il solo Miller, dei fondatori iniziali) un lavoro a tempo pieno. Certo, non è facile: a guardarsi intorno non si può far finta che il mondo (quello della musica, se non altro) abbia cominciato a girare lungo traiettorie che un quarto di secolo fa non erano prevedibili.

Ma la Bloodshot tiene botta, ed eccoci qua a festeggiare i cinque lustri. Inevitabile, l'effetto nostalgia domina in lungo e in largo le selezioni che compongono Too Late to Pray. Ascoltare oggi la rilettura roots di Head Over Heels dei Tears for Fears (opera di tali Rookie), o le Freakwater che si divertono a trasformare la Sway degli Stones in uno spettrale bluegrass, suona certamente divertente ma non può avere lo stesso effetto “illuminante” che nel 1994 consentiva di scoprire un mondo nuovo a chi avvicinava l'orecchio a quella prima seminale compilation. A questo giro sono 22 gli artisti coinvolti (non chiedeteci di nominarli uno per uno): molti i nomi nuovi e semisconosciuti, a testimonianza di come la Bloodshot sia sempre con il radar puntato sulle novità. Ma alla festa sono stati invitati anche alcuni di quelli presenti già 25 anni fa, chiamati a chiudere in qualche modo il cerchio: oltre alle già citate Freakwater, John Langford, Robbie Fulks e Handsome Family (che mandano tutti a casa a smaltire la baldoria con la rilettura di Tower of Song di Cohen). Che lo spirito di Hank Williams - entrambi gli album rubano il titolo ai versi dalla sua Lost Highway, se vi fosse sfuggito - vegli sempre su di noi.

:: La scaletta

1. The Last Honky Tonk in Chicago, Wild Earp & The Free for Alls
2. If It's News to You, Tammi Savoy & The Chris Casello Combo
3. I Am a Big Town, Jon Langford's Hillbilly Lovechild
4. Wearing White, Half Gringa
5. Lay Me Down, Brendan Kelly and the Wandering Birds
6. The Sun Is Going Down, The Family Gold
7. You Never Told Me, Big Sadie
8. Head Over Heels, Rookie
9. Liza Jane, The Dyes
10. Lonely Ain't Hardly Alive, Robbie Fulks
11. Sway, Freakwater
12. Long Time Gone, David Quinn
13. A Little Bit of Buck, The Hoyle Brothers
14. Dinosaur, Bethany Thomas & Tawny Newsome
15. Weeds and Daisies, Sima Cunningham
16. I Wrote You a Song, The Lawrence Peters Outfit
17. Gotta Have My Baby Back, Kelly Hogan
18. Honky Tonkin' in the Moonlight, The Saluda Moonlighters
19. Yeah Yeah Yeah, Los Gallos
20. The Sweetness, Joybird
21. Toast That Lie, The Western Elstons
22. Tower of Song, The Handsome F
amily


    

 

 

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