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Torgeir Waldemar
At the Opera
[Jansen Music 2024]

Sulla rete: torgeirwaldemar.bandcamp.com

File Under: norwegian astral folk songs


di Fabio Cerbone (27/04/2024)

Se pensate che l’ultimo Jonathan Wilson abbia forzato fin troppo la mano, eccedendo in suoni e manierismi, allora potreste concedere una possibilità a questo musicista norvegese, assai meno riconosciuto sulla scena internazionale, ma altrettanto affascinato dalle brezze californiane del Laurel Canyon, dalle dolcezze del folk rock che un tempo fu di Neil Young e David Crosby, così come dai misteri di una canzone americana che si fa gotica e attraversata da fremiti country noir.

Il nome di Torgeir Waldemar è già apparso su queste pagine, avvistato con interesse ai tempi di No Offending Borders, album che per la prima volta gli ha fatto varcare i confini della Norvegia, lì dove aveva avviato la sua carriera in misconosciute band locali e dove è stato più volte nominato ai premi nazionali, ottenendo poi lusinghieri riscontri anche sulla stampa inglese (Uncut). Gli ultimi segnali in studio risalgono al 2020, con il terzo capitolo solista intitolato Love, disco di ambiziose ballate che dilatavano tempi e sonorità inseguendo una matrice rock da jam psichedelica.

Sulla scorta di quella scelta stilistica, At the Opera è il suo primo album dal vivo, una sorta di celebrazione personale che pesca dall’intera produzione di Waldemar, rileggendo il repertorio con un’attitudine libera e “progressiva” nell’approcciare canzoni che potrebbero abitare il lato più intimo e scuro di quello che oggi chiamiamo Americana, anche se provengono tutte dall’estremo nord dell’Europa. Inciso nel 2022 presso la Opera House di Oslo, giocando con il favore del pubblico di casa, questo live ribadisce l’espressività un po’ magica e dark della musica di Torgeir Waldemar, che non avrà dalla sua particolari invenzioni e vette nel songwriting, ma una decisa personalità nell’interpretazione non gliela toglie nessuno, a cominciare da una sciamanica apertura per chitarra e violino in Take Me Home, che possiede l’intensità del migliore country folk ammantato di spiritualità gospel.

Affiancato da un ricco cast di musicisti, oltre una decina, ai quali si aggiungono gli ospiti Tuva Syvertsen e Charlotte Qvale (duetto in Talent for Love), alternando sensibilità acustica e magniloquenza elettrica, Waldemar attraversa i territori desolati e polverosi del country rock desertico in Souls on a String, affronta fra le trame gothic folk di una Across the River che evoca i migliori Sixteen Horsepower, si lancia verso la frontiera dell’ovest californiano con Mystery Song, allarga le maglie del suono con Insomnia e gonfa melodia e chitarre con l’epica di Leaf in the Wind, prima di tornare all’asciuttezza folk della conclusiva Remedy, l’autore finalmente nudo e solo davanti al suo pubblico.



 

 

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