:: ClassicHighway menù
 
Seleziona una rubrica:



Ristampe/ Antologie



John Fogerty
Eye of the Zombie/ Dejà Vu All Over Again


Semisonic
Feeling Strangely Fine (20th anniversary edition)


Mary Lou Lord
Got no Shadow

Popa Chubby
Prime Cuts

Groundhogs
Blues Obituary

Blitzen Trapper
Furr - 10th Anniversary Deluxe

Dave Evans
The Words in Between

Roy Buchanan
Live at Town Hall 1974!

Dirk Hamilton
Yep!

John Fogerty
Centerfield + Blue Moon Swamp

Barbara Dane
Hot Jazz, Cool Blues & Hard-Hitting Songs

The Yardbirds
Yardbirds '68

The Replacements
For Sale: Live at Maxwell's 1986

F.J. McMahon
Spirit of the Golden Juice

Neil Young
Hitchhiker


Steve Young
Seven Bridges Road. The Complete Recordings


Califone
Roomsound + Quicksand Cradlesnakes

Chilli Willi and The Red Hot Peppers
Real Sharp

John Gorka
Before Beginning: The Unreleased
I Know


Terry Dolan
Terry Dolan

Terry Allen
Lubbock (on everything)


Gov't Mule
The Tel-Star Sessions


DM3
West of Anywhere

Dusty Springfield
Come for a Dream: The UK Sessions

Beat Happening
Look Around


The Beckies
The Beckies

Lee Hazlewood
The Very Special World of...

A.J. Croce
That's Me in the Bar (20th Anniversary Edition)

Son Volt
Trace (Expanded & Remastered)


The Scientists
The Scientists + Blood Red River


Julian Cope
World Shut Your Mouth + Fried


The Textones
Midnight Mission/ Cedar Creek

Jimi Hendrix
Freedom - Atlanta Pop Festival


Jerry Jeff Walker
No Leavin' Texas 1968-82

Nikki Sudden
Dark Rags at Dawn

Tony Joe White
The Complete Warner bros. Recordings

Radio Birdman
Radio Birdman (Box set)

The Velvet Underground
The Velvet Underground (45th Anniversary Reissue)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Home page

ClassicHighway   best of, ristampe, classici

 

 

Jess Sah Bi & Peter One
Our Garden Needs Its Flowers

[Awesome Tapes from Africa/ Goodfellas 2018]

jesssahbipeterone.bandcamp.com

File Under: world music

di Nicola Gervasini (09/01/2019)

Capita di sovente che in qualche enciclopedia della musica, alla voce “roots music“, vi troviate ad avere che fare con artisti provenienti dalla Giamaica, ma spesso anche dall’Africa, con confusione di terminologie di genere con la cosiddetta World Music, che è il calderone in cui noi occidentali facciamo cadere qualsiasi cosa non entri nelle nostre categorie abituali. Ma esistono dischi che invece roots-music, detto ”all’americana”, lo sono veramente, magari con un percorso inverso a quello fatto da Ry Cooder quando collaborò con Ali Farka Toure. Per questo siamo qui a consigliarvi una curiosa ristampa di un album del 1985, pubblicato solo in Africa ai tempi, di un duo di ivoriani di nome Jess Sah Bi & Peter One.

Our Garden Needs Its Flowers uscì un anno prima di Graceland di Paul Simon, anticipandone suoni e sapori, ma col punto di vista di chi l’Africa la viveva veramente. Otto brani in tre lingue diverse (oltre alla lingua madre, cantano anche in inglese e francese), e canzoni che uniscono folk e canti africani (Clipo Clipo), country-music anni 80 fatta con le chitarre giuste e qualche batteria elettronica a supporto (Katin e Kango), soffici ballate acustiche in stile Weast Coast (Minmanle), e brani più impegnati come la title-track e Apartheid. Finale tra armoniche e slide-guitar suadenti con African Chant e una Solution che addirittura ricorda certe ballate cajun di Zachary Richard. Il tutto senza mai perdere quella tipica coralità della musica africana che ai tempi divenne quasi di moda, anche grazie al successo di personaggi come Youssou N Dour, Mori Kantè o Johnny Clegg, che aprirono la strada ad una via pop e occidentalizzata di certe culture musicali di quello che ancora chiamavamo “continente nero”.

Anche perché qui parliamo di musica ivoriana, e non bisogna fare l’errore di pensare all’Africa come un unicum culturale e musicale (è come se un africano bollasse come un'unica “musica europea” Gigi D’Alessio e i Rolling Stones, insomma...). Non abbiamo la competenza per dire se poi Jess Sah Bi & Peter One fossero davvero i più bravi nella loro terra, dove tra l’altro vissero una stagione di grandi successi e concerti negli stadi, ma sicuramente sono tra quelli che hanno avuto la forza di provare a renderla internazionale. L’album purtroppo non ebbe una distribuzione adeguata, e così rimasero delle star locali, oltre che dei paladini dell’integrazione razziale, per tutti gli anni ottanta. A metà dei novanta però i due dovettero emigrare negli Stati Uniti, dove tutt’ora vivono facendo lavori quotidiani (Peter è un infermiere, Jess ha affrontato ogni tipo di lavoro, ma oggi è un fiero insegnante di cultura africana nelle scuole primarie).

Our Garden Needs Its Flowers è una bellissima testimonianza di incontro tra culture, uscito quando a tutti pareva logico che l’integrazione fosse l’unica via possibile per l’umanità. Son passati solo 33 anni, paiono due secoli a guardarsi intorno oggi.