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Elvin Bishop
Elvin Bishop's Big Fun Trio
[Alligator/ IRD 2017]

elvinbishopmusic.com

File Under: blues trio

di Pie Cantoni (23/02/2017)

Quando John Lee Hooker lo chiamava all'assolo nel seminale "Never Get Out of These Blues Alive" aveva solo trent'anni, una carriera lunga alle spalle (Butterfield Blues Band, Bishop band, trio con Al Kooper e Mike Bloomfield, in tour con gli Allman Brothers), ma una ancora più lunga con tutti i nomi del gotha del Blues negli anni a venire. Adesso, a 78 anni, Elvin Bishop esce con un nuovo disco fatto sempre in maniera impeccabile, da vecchio bluesman navigato ed esperto quale è. The Big Fun Trio è un album con una formazione a tre insolita: Mr Bishop alla chitarra e voce, Willy Jordan al cajon e Bob Welsh alla chitarra (che però funge qui da basso) e piano. Una formazione ridotta all'osso, ma che riesce a rendere (anche con la collaborazione occasionale di qualche musicista fra cui Charlie Musselwhite) un suono pieno come se si trattasse di un trio tradizionale.

Undici pezzi in tutto, sette brani originali e quattro cover (da Lightnin' Hopkins con Honey Babe, Fats Domino con Let The Four Winds Blow, Sunnyland Slim con It's You, Baby, a Bobby Womack con il brano ripreso anche dagli Stones It's All Over Now), nati da una jam in studio con i due compagni Jordan e Welsh, che lo accompagnano già nella sua full band. Il suono corposo e fortemente "groovy" lo si sente già nell'attacco di Keep on Rollin', dove il cajon e la chitarra (che traccia la linea di basso) di Welsh sostengono come una sezione ritmica tradizionale (e a volte anche meglio) il brano. Honey Babe invece è un classico boogie, nello stile che contraddistingue Lightin' Hopkins, mentre ovviamente tutta Chicago blues la It's you Baby di Sunnyland Slim. Lenta e indolente Ace in the hole, con un ritmo trascinato e rilassato che contrasta con Let's go, la quale invece denota una voglia di divertirsi facendo musica che a ottant'anni è quantomeno encomiabile. Se poi è suonata in maniera splendida come in questo caso, è anche meglio. Delta Lowdown invece è uno strumentale dove l'armonica di Rik Estrin la fa da padrone. It's All Over Now viene riproposta in modo più ritmato rispetto alla versione degli Stones, mentre è inconfondibile l'armonica e la voce di Charlie Musselwhite in 100 Years of Blues, classico 12 bar blues, dove i due vecchietti raccontano la tradizione di cent'anni di musica nera che portano avanti.

E così fino alla fine, passando da "the Fat man" in Let the Four Winds Blow a brani che girano veloci come un 45 giri come That's What I'm Talking About, Can't Take no More e la strumentale Southside Slide che chiude il tutto. Ritmi molto serrati, suoni pieni e tre musicisti che hanno solo da insegnare, con un "mestiere" che pochi altri sanno esprimere così a pieno e un bagaglio di esperienza grande come uno zaino da trekking sull'Annapurna. Sembra che, perlomeno per quanto riguarda il blues, il 2017 sia l'anno dei vecchi leoni, dopo il disco incredibilmente vivo di John Mayall, questo divertissement di Elvin Bishop in trio ci fa pensare che, dopotutto, c'è vita anche dopo il raggiungimento dell'età pensionabile.