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The Velvet Underground The Velvet Underground and Nico [Verve 1967] ![]() | |||
1. Sunday Morning // 2. I'm Waiting For The Man // 3. Femme Fatale // 4. Venus In Furs // 5. Run Run Run // 6. All Tomorrow's Parties // 7. Heroin // 8. There She Goes Again // 9. I'll Be Your Mirror // 10. Black Angel's Death Song // 11. European Son | ||||
Alla
metà degli anni '60, mentre nella West Coast fermentava la Summer of Love e il
flower power, nei cafè "underground" del Lower East Side della grande mela nascevano
i Velvet Underground. Nessuno se ne accorse a parte Andy Warhol, il guru
della pop art, che lì tirò fuori dall'anonimato inserendoli nei suoi spettacoli
totali. Una storia affascinante quella dei Velvet, che con l'ausilio della voce
glaciale di Nico debuttarono con VU & Nico cambiando per sempre
la percezione di fare musica, con quel blend di folk acido elettrico composto
da Sterling Morrison, Lou Reed (alle chitarre), Moe Tucker (e il suo drumming
ossessivo e tribale) e John Cale (viola). Un debutto folgorante con suoni ed atmosfere
che si ripercuoteranno per sempre nel rock a venire, dal punk al glam, dalla new
wave al Detroit sound, che aveva ben poco a vedere con il pop e il rock dell'epoca
e con testi che inneggiavano alla diversità sessuale e alla tossicodipendenza.
Registrato in soli due giorni, contiene capolavori come il poema di strada Waiting
For My Man (un r'n r scarno e ripetitivo), l'ipnotica Venus in Furs (ispirato
al romanzo Venere in Pelliccia), la riverberata Sunday Morning (con quell'inimitabile
suono di carrillon), la serenata I'll Be Your Mirror (dedica di Lou alla
bellezza statuaria di Nico), il delirio psichedelico di Heroin fino al
caos di Black Angel's Death Song. Forse il disco più influente della storia
del rock, nessuno all'epoca lo comprò (solo 100 copie) e i pochi che lo fecero,
divennero o musicisti o critici musicali (come disse Brian Eno). (Emilio Mera) |
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