
Un
intrigante dischetto di country-folk music prettamente acustica
per una formazione da seguire con attenzione: tutto è giocato
sulla vove malinconica di Jon Houlon e sull'incastro
di chitarra, fiddle, mandolino e dobro. La musica dei John
Train, che non è dunque un cantautore, si impone immediadamente
per una forte maturità (merito anche dell'esperienza di
alcuni membri del gruppo, che appaiono nel booklet del cd come
musicisti sicuramente navigati), rievocando un sound agreste ed
antico, tra ballate di stretta derivazione folk, radici country-blues
ed hillibilly ed una sottile vena cantautorale. Atteso per la
tarda primavera il seguito...
www.johntrain.com
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Nostalgia
degli indimenticabili Uncle Tupelo? Non posso credere che fra
i frequentatori di queste pagine non esistano cuori sensibili
alle sonorità portate in auge da quella formazione. Tra
tutti gli imitatori, scippattori e prosecutori di sorta, i Frog
Holler si candidano come tra i più seri, preparati
e soprattutto genuini. Adams Hotel Road è un signor
disco di quello che può essere definito "the real
alternative country sound", ma in primo luogo contiene una
bella manciata di onestissime canzoni, manifesto del roots sound
provinciale: un country-rock campagnolo, dall'andamento pigro
e depresso nella ballate (i momenti migliori, basterebbe l'ascolto
di Least most wanted e della bellissima Couldn't
get along), che convince anche quando una discreta elettricità
si affaccia tra le trame di alcuni episodi...Nostalgici, siete
stati avvisati.
www.frogholler.com
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Non
sono dei novellini, specie uno dei due autori, Rich Kaufmann
(che divide la piazza con Kevin Karg), e questo
No Place Like Home evidenzia una certo bagaglio di esperienza,
chiarendo anche l'eclettismo musicale della formazione, che spazia
con sicurezza fra diversi stili dell'american music: si parte
prettamente melodici (It's starting to show suona come
pop music della fine sixties), si vira al country-rock con un'impronta
decisamente classica e formale, molto anni settanta, e nel mezzo
i Rolling Hayseeds trovano anche il tempo per del
semplice pop rock chitarristico. Esperti e sinceri si, ma anche
un po freddini e poco personali.
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Una
sorta di compilation celebrativa della Record Cellar, a cui partecipano
molti nomi facenti parte del suo catalogo e dei gruppi citati in
questa pagina, qui in veste solista: sono della partita Mike
Brenner (John Train), Frank Brown e Gerry McGoldrick
(Solid For Sixty), Rich Kaufmann (Rolling Hayseeds)
e, sentite un po, Dave Bielanko dei fantastici Marah
(si sarà capito che sono la nostra band del momento?). Ad
essere spudoratamente partigiani, i brani di Bielanko sono con ogni
probabilità i più interessanti in un disco stimolante,
ma assai discontinuo, come spesso accade in questi tipi di progetti.
Una vera chicca resta infatti la cover acustica di Streets of
Philadelphia, resa in tipico stile Marah. Il resto è
comunque piacevole e fra le sorprese includerei una That's What
Dreams dei mitici Green On Red ad opera di McGoldrick.
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