L'intervista

Hello… Sono Matteo Fratti, di rootshighway…
Come va..? Eh, bene grazie! Ci siamo
incontrati giusto un anno fa dopo un tuo concerto a Chiari, in Italia…
Mi ricordo… Dove ti trovi ora? Sono
in California. Ora vivo qui Parliamo dunque di
questo nuovo Soul of a Man. Da Blind Willie Johnson al film di Scorsese e agli
altri blues classici che fai nel disco, mi sembra un esplicito ritorno al blues…Qualche
relazione col film nella scelta del titolo? Certo che sono
collegati: sono tutti e due riferiti al blues, e in questo senso c'è una relazione
fra i due… Ma è solo una coincidenza, o c'è qualcosa
di più? Beh, prima di tutto devo dire che sono un grande fan di Scorsese
e di questi film, e ho amato molto l'idea di questo progetto fin dall'inizio.
E' una delle migliori serie televisive prodotte, ma non sono stato influenzato
da questo, ci sono soltanto arrivato dopo, ho realizzato dopo che il titolo era
uguale. Ho visto che l'album è dedicato oltre
che ai musicisti che ti hanno ispirato - come Ray Charles o John Lee Hooker per
esempio - anche a New Orleans e al Sud degli States. Volevi dire qualcosa in proposito?
Ho voluto dedicare in particolare quest'album alle città - tu hai
detto New Orleans - ma io aggiungo anche tutto il Sud degli Stati Uniti, perché
è da qui che emerge, appunto, tutta la musica che io amo di più. Credo che l'uragano
Katrina abbia dimostrato alla gente in questa nazione che andrebbe fatto
molto di più per le persone che stanno nella povertà, non solo gli sforzi del
governo, per essere certi che la gente qui stia veramente al sicuro. Loro hanno
convinto la gente che l'insicurezza è fuori dall'America, ma l'insicurezza è fuori
e dentro l'America. L'album è sempre prodotto
da Tony Braunagel, ma a parte la canzone I Don't Mind, suona molto più rock e
diretto di My Secret Life, che era più soul e intimista. E' più un caso o una
scelta? La differenza sta nel fatto che quest'album è molto più aggressivo,
anche se ho lavorato insieme a Tony, che mi ha dato la direzione da prendere per
questo secondo album, anche per My Secret Life. I
Don't Mind ricorda un po' le canzoni di My Secret Life... Si, io cerco
sempre di mantenere un filo che lega i "conteniuti" (parlando in italiano,
nda) dei miei lavori tra un progetto e l'altro. Per esempio, è la stessa cosa
di Como Se Llama Mama, che ha delle reminiscenze di Spill The Wine (Eric Burdon
Declares "WAR"- con gli WAR 1970; nda ). Ho
visto che un paio di canzoni del disco sono state scritte da un raffinato bluesman
contemporaneo come Eric Bibb… Da dove nasce la collaborazione con questo artista?
Beh, non è una vera e propria collaborazione quella con Eric Bibb.
Ho ascoltato alcune sue canzoni e mi sono piaciute molto. Mi è piaciuto molto
e ho voluto che comparisse nel mio disco. Un altro autore come David Munyon è
citato nell'album e ci siamo sentiti per dieci anni al telefono, e credo proprio
che i due ragazzi, Eric Bibb e David Munyon, siano tra i migliori autori di blues
oggi in circolazione. Avevo incontrato Eric Bibb
al Pistoia Blues Festival… Si, era là di certo, lui è spesso in Europa
e io sono sempre qui, e questo è il motivo per cui non ci incontriamo mai.
Qualcosa ti lega da sempre alla musica nera e si può
dire che per te l'anima di un uomo è il blues. Con quali artisti ti piacerebbe
collaborare eventualmente? Con cui vorrei collaborare in futuro?
Beh, ho appena messo insieme un nuovo gruppo per dei concerti e con questi ragazzi
cominceremo la prossima settimana per rodare la band (coi nuovi Animals in
tour oltre a Wally Ingram alla batteria, Paula O'Rourke al basso e Red Young alle
tastiere, anche il chitarrista Eric Mc Fadden il cui progetto "Joy
Of Suffering" - Eric Mc Fadden Trio 2005 - è recensito su questo sito;
nda). Andrai subito in tour col gruppo?
Stavo pensando già da tempo di formare una nuova band, circa da tre o quattro
anni, e il tempo è veramente importante, e io ho dovuto aspettare il momento giusto
e anche dei contatti giusti, e il momento buono è arrivato, e dopo quest'album
posso intravedere la mia possibilità di allargare la band con cui sono stato per
dieci anni e muovermi verso nuovi progetti. Questo è qualcosa che ho il dovere
di fare nella mia vita, perché mi piacerebbe muovermi verso nuove esperienze,
la conoscenza di nuovi musicisti, con cui parlare di una nuova musica.
Due curiosità prima di salutarci: ho sentito che un recente
dvd in uscita di Rory Gallagher ti mostra sul palco con lui in un filmato al Loreley
Open Air nell'agosto del '82 in Germania. Se ti andava, volevo chiederti un ricordo
di quest'altro grande musicista… Non ho conosciuto Rory Gallagher
molto bene. Conosco il suo lavoro, ma non ho conosciuto lui. Ho suonato nel suo
show per i suoi fans, ma non l'ho mai realmente incontrato di persona.
Aspettando di leggere la tua autobiografia in italiano,
in ultimo volevo chiederti se mai qualcosa ti avesse legato direttamente alla
Beat Generation, nelle tue passate esperienze hippies a S. Francisco - se hai
mai incontrato Ginsberg o qualche scrittore di quelli che allora erano molto influenti
in un certo panorama rock… (Ride) Io vivevo a Londra in un
appartamento accanto alla porta di quello di William Burroughs, quando stava a
Londra… Mmh, molto interessante…
Ma non l'ho mai incontrato (ride)! Non è mai apparso (ride)! Veniva
solo a prendere i suoi … "partner" e questa è l'unica ragione per cui io so che
viveva lì, non per altro. Allen, Allen Ginsberg invece, era un vero saggio, un
vero genio, un vero genio pazzo! Quando venne in Europa, a dei piccoli readings
dove noi stavamo leggendo le sue poesie - e nessuno stava ascoltando - lui venne
nella mia città, e venne a una delle sessions di lettura delle poesie in città,
e io e i miei amici eravamo a lezione nella mia classe alla art school, e lui
venne a far visita - non so come facesse a sapere che eravamo lì, ma ci trovò
- arrivò e lesse le sue poesie come veramente andavano interpretate, ci insegnò
come ascoltare le persone…fu veramente incredibile! L'ultimo
anno sei stato più volte in Italia - a Chiari, al Pistoia Blues.. -. Col nuovo
disco passerai ancora? Sì, lo farò. Verrò in Italia, penso
in marzo. Se ci sarai verrò a salutarti…
Great! Scusa per il mio "bad english"…
Ok, pensa, io non parlo italiano…(ride)..Non parlo italiano, ma "penso"
come Fellini! E' veramente una gran cosa…
Yeah! Grazie Eric, a presto! Grazie
mille! |