Qualcosa di più che un atto
d'amore verso la musica americana, vista e presa in tutti i suoi trecentosessanta
gradi. La musica dei Fabio's Fables è un caleidoscopio, un puzzle
multiforme e multicolore, come un gioco che si svolge su un tavolo dove
giacciono sparse centinaia d'istantanee scattate in un immenso continente.
Scrittore, compositore, critico, appassionato, Luciano Federighi
approfondisce, schematizza e disegna tutti i possibili substrati su cui
poggia la grande tradizione statunitense, il vaudeville di Fifteen
Minutes To Regina, il blues notturno di Another Lonely Sunday,
il country, la armonica di Andrea Giannoni che concede i suoi "blows"
al pianoforte di Wrong Neighborhood, il boogie che sposa il jazz
in Fool That I Am, le canzoni, il bluegrass. Naturale che un disco
come questo sia avvincente, a tratti scanzonato e divertente, paradossalmente
non facile. Da leggere come un racconto, ascoltando la ballata October
Land e il country-rock di I'm Just A Lonely Boy, domandandosi
da dove può provenire una voce tanto profonda, magari pensando a tutti
quei personaggi che hanno animato tanti decenni di musica, da Joe Turner
a Johnny Otis a Jimmie Rodgers e a tutti i maestri del blues da Chicago,
Illinois alla tiepida terra di California. Soprattutto, dopo aver doverosamente
scorso i nomi di tutti coloro che sono della partita (tra gli altri Fabio
Raggianti, chitarra e mandolino, Lino Donaglia, tastiere, Thomas
Berti, batteria e la bravissima Valeria Federighi che prende
il microfono per il delizioso swing di Kitchenette Duologue), prendete
in mano il libretto e leggete i testi delle canzoni, tutte scritte dallo
stesso Luciano. Dolci come pezzi di torta.
(Roberto Giuli)
www.ethnoworldmusic.com
|