Luciano Federighi & Fabio's Fables - 15 Minutes & 30 years  
Ethnoworld 2004
1/2
 

Qualcosa di più che un atto d'amore verso la musica americana, vista e presa in tutti i suoi trecentosessanta gradi. La musica dei Fabio's Fables è un caleidoscopio, un puzzle multiforme e multicolore, come un gioco che si svolge su un tavolo dove giacciono sparse centinaia d'istantanee scattate in un immenso continente. Scrittore, compositore, critico, appassionato, Luciano Federighi approfondisce, schematizza e disegna tutti i possibili substrati su cui poggia la grande tradizione statunitense, il vaudeville di Fifteen Minutes To Regina, il blues notturno di Another Lonely Sunday, il country, la armonica di Andrea Giannoni che concede i suoi "blows" al pianoforte di Wrong Neighborhood, il boogie che sposa il jazz in Fool That I Am, le canzoni, il bluegrass. Naturale che un disco come questo sia avvincente, a tratti scanzonato e divertente, paradossalmente non facile. Da leggere come un racconto, ascoltando la ballata October Land e il country-rock di I'm Just A Lonely Boy, domandandosi da dove può provenire una voce tanto profonda, magari pensando a tutti quei personaggi che hanno animato tanti decenni di musica, da Joe Turner a Johnny Otis a Jimmie Rodgers e a tutti i maestri del blues da Chicago, Illinois alla tiepida terra di California. Soprattutto, dopo aver doverosamente scorso i nomi di tutti coloro che sono della partita (tra gli altri Fabio Raggianti, chitarra e mandolino, Lino Donaglia, tastiere, Thomas Berti, batteria e la bravissima Valeria Federighi che prende il microfono per il delizioso swing di Kitchenette Duologue), prendete in mano il libretto e leggete i testi delle canzoni, tutte scritte dallo stesso Luciano. Dolci come pezzi di torta.
(Roberto Giuli)


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