James
Talley Touchstones
Cimmarron/IRD 2002   1/2
C'è continuità nel coraggio con cui James Talley alimenta le sue canzoni.
C'è la dignità di chi si presta all'arte senza necessariamente pensare di ricevere
qualcosa in cambio, perché in trent'anni di carriera i suoi dischi non hanno mai
visto la luce delle classifiche. Forse è meglio così perché è difficile pensare
The Road To Torreon o quel piccolo capolavoro che è Woody Guthrie And
Songs Of My Oklahoma Home tra Britney Spears e Madonna: con James Talley si
scende nel profondo delle radici della cultura americana, e si tratta di qualcosa
il cui prezzo è relativo. In particolare per Touchstones che è un
album un po' speciale sia per James Talley sia per chi deve ancora scoprirlo:
si tratta di una rivisitazione dei suoi principali standard, una specie di antologia
di nuove interpretazioni, eseguite con una rock'n'roll band veramente a denominazione
d'origine controllata. La spina dorsale è costituita dal gruppo di Doug Sahm,
alla fisarmonica c'è Ponty Bone e, special guest in W. Lee O'Daniel
And The Light Crust Dough Boys, c'è Joe Ely. Il resto è tutto frutto
della generosità di James Talley: sedici canzoni che vanno da Tryin' Like The
Devil a Bluesman (nella versione originale c'era B.B. King alla chitarra)
da Deep Country Blues a Give My Love To Marie. Country & western
d'autore e ballate che, pur recuperate da un misconosciuto passato, brillano incontaminate:
Touchstones, come giustamente scrive Peter Guralnick nelle note introduttive,
non è frutto della nostalgia, ma della passione di una vita. (Marco Denti)
www.jamestalley.com
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