St.
Thomas I'm
Coming Home
Racing Junior 2002   
Geograficamente lontano dagli Usa, ma legato alle sonoritā acustice di Neil
Young e Will Oldham (alias Bonnie "Prince" Billy e alias tante altre cose), St.
Thomas, nome d'arte di Thomas Hansen, cavalca con disinvoltura l'ondata folk-pop
che sta travolgendo la musica britannica e scandinava almeno da un paio d'anni.
Sicuramente meno popolare dei connazionali Kings Of Convenience e decisamente
meno commerciale degli inglesi Turin Brakes, il venticinquenne norvegese dimostra,
lavoro dopo lavoro, di saperci fare. Aiutato dai Bjorkhaug 49'ers (band
di Oslo), il giovane Hansen dā continuitā alle proprie opere e ricrea un sound
dai difficili accostamenti, se non nelle origini folk-minimalistiche. Prodotto
dalla Racing Junior, esperta etichetta del mercato scandinavo, I'm Coming
Home, come il suo predecessore (Mysterious Walks), non č un album
semplice. Le fondamenta acustiche, il songwriting fluido e semplice, un po' d'elettronica
(quasi impercettibile) di contorno e la voce che spesso risulta volutamente stonata,
sono le caratteristiche che accomunano ogni traccia dell'album. Thomas, oltre
a confezionare brani ben strutturati utilizzando armonica (per The Cool Song
e She Married A Cowboy), violino (in Take A Dance With Me), tamburello
(per una Goodbye Emily Lang alla Spaghetti Western) e continui arpeggi
di chitarra elettrica, ravviva atmosfere invernali e melodie decadenti (forti
in Failure e nella title track) con la presenza di un accattivante cantato
corale, come per la bellissima Cornerman. I'm Coming Home, oltre a consolidare
le capacitā compositive di St. Thomas, dā la possibilitā di assaporare sonoritā
attuali, pur mantenendo vivo lo guardo verso il passato e le tradizioni folk.
(Carlo Lancini) |