Kirk
Rundstrom Blue
China
Catamount 2002
 1/2
A distanza di due anni dal debutto solista di Wicked Savoir (2000), Kirk
Rundstrom ci riprova con Blue China, album chitarristicamente
aggressivo, nel quale si intersecano le tradizioni di banjo e mandolino, l'elettricità
heavy ed una confusione di voci (quella dell'artista sempre accompagnata, a tratti
eccessivamente, da Myshkin) fra il gitano (John Farmer) e la west
coast anni sessanta (per Coming Home e Thief). Kirk si avvale, per gran
parte dei quindici brani del disco, del compagno d'armi di sempre, il chirattista
Eric Mardis. Insieme fin dai tempi dei Split Lip Rayfield, i musicisti
fondono due scuole spesso in contrasto fra loro, ottenendo un effetto musicalmente
spiazzante, evidente in brani come Salena, Gentleman e Coming
Home, in cui le chitarre vengono spinte all'estremo, in una sorta di nu-metal,
mischiando le carte ben distribuite dalle sonorità acustiche d'introduzione e
di sottofondo. Sulla scia di un songwriting molto mainstream e di brani come Thief,
Nation e Stranger (nei quali non compare Mardis) l'album viene accostato,
prematuramente, alla country music, tentando quindi di far passare in secondo
piano la confusione di chitarre e le contaminazioni caraibiche (quelle di Cherry,
scritta ed interpretata interamente da Myshkin), dando così una lettura sbrigativa
delle innumerevoli sonorità che Rundstrom tenta di far confluire nei cinquanta
minuti di Blue China. (Carlo Lancini) www.catamountco.com
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