Eric
Mingus Too
Many Bullets..No Enough Soul
Some 2002
  
Il
peso di un'eredità musicale ingombrante come quella del padre (Charles Mingus,
straordinario manipolatore del linguaggio jazz) avrebbe potuto tagliare le gambe
a chiunque. Too Many Bullets…Not Enough Soul non è affatto un disco
facile: porta avanti quell'affascinante discorso, corrosivo e a tratti ostico,
avviato con il debutto del '99, Un…Er…Uh…, radici gospel-jazz sporcate nelle acque
limacciose del blues, condite dai cerebrali impasti del rock d'avanguardia newyorkese
(da sentire nel caso la partenza con Tie Pill) e da rumorismi e rigurgiti
degni del Tom Waits periodo Bone Machine. Essenziale in questo senso la presenza
in formazione dell'apprezato chitarrista Elliott Sharp (anche produttore
del disco), nonché della batteria di Sim Cain, proveniente da un universo
apparentemente distante come quello della Rollins Band, che garantiscono un carattere
scontroso e vitale a tutta la raccolta. Eric Mingus è capace di
inerpicarsi su celestiali melodie soul in All I Ever Wanted e di traboccare
di autentica passione gospel in Take a Look At Yourself (qui la sua voce
non è affatto un dettaglio). Allo stesso modo si avventura nei territori di un
crudo blues metropolitano, tra una torva slide guitar in Roll With The Demons
e il più canonico andamento di Ball and Chain, con un grande lavoro
all'organo di Brian Mitchell, per finire addirittura dalle parti di un vero e
proprio talkin' con Good Buy Pork Pie. Aggiunta fondamentale per i testi,
barricaderi e politici nel senso più nobile del termine, con una forte coscienza
della sua condizione sociale e delle sue origini ed una critica pungente alla
schizzata realtà americana. (Fabio Cerbone) www.some.com
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