Lincoln
Mettle
Narwhal recordings 2002   
Cercare, come qualcuno ha fatto, nella musica dei Lincoln riferimenti
forzatamente d'oltreoceano sembra quantomeno eccessivo. E' evidente che le origini
anglosassoni influenzano solo in parte il sound della band di Alex Gordon,
ma è altresì palese che se di America si vuole obbligatoriamente parlare, il rapporto
va fatto con il confidential country dei Lambchop. Pur avendo una struttura più
diretta e quindi meno ricca di artifizi rispetto a quella dei colleghi di Nashville,
la musica di Mettle, album pubblicato ancora per la Narwhal, si
sviluppa attorno a rumori soft, ovattati e modellati da fiati e da chitarre elettriche
pizzicate. Il grigiore è di casa e le atmosfere vengono rese familiari dall'intreccio
di voci, maschili e femminili. Se Alex Gordon è impegnato a trecentosessanta gradi,
dalle tastiere alle chitarre e dalle liriche al canto, Tracy Van Daal,
chanteuse impareggiabile, si ritaglia uno spazio fondamentale, grazie al quale
la sua voce diventa protagonista nelle tre ballate simbolo del disco: Crooked
Smile, al controcanto per rendere l'atmosfera acustica ancor più gioviale,
Blood On The Streets, brano che ricorda alcune melodie dei Cowboy Junkies,
e Never See London Again, struggente pezzo farcito da archi e fiati pallidi
e freddi nello spirito. Le tre canzoni, degne di menzione per l'accattivante passionalità,
sono circondate da melodie notturne e ghost (come i quattro intermezzi e la strumentale
Ghost Cat), minimaliste (Mettle) e malinconiche (My Reasons Are
My Own). Se il primo approccio risulta difficoltoso, il secondo ascolto regala
sensazioni positive rendendo il taglio musicale ampiamente avvolgente ed indicato
alla stagione. (Carlo Lancini)
www.thesoundoflincoln.co.uk
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