Mark
Jungers Standing
In Your Way
American Rural 2002
  
Povero è bello sembra suggerirci il buon Mark Jungers, fin
dalle scarne annotazioni all'interno del booklet e dalla grafica a dir poco essenziale
del suo secondo lavoro solista, Standing In Your Way. Il paesaggio
scarno e dichiaratamente rurale in copertina è lo specchio di un songwriting
immerso nei fantasmi dell'America di periferia. Ruvido country-rock nelle intenzioni
e nell'interpretazione della band alle sue spalle, nonostante il sound sia completamente
acustico, asciutto e senza il minimo tentativo di un abbellimento qualsiasi. Originario
del Minnesota, ma da tempo in pianta stabile nel Texas, Jungers si è barricato
per qualche giorno in uno studio di Austin registrando in assoluta presa diretta
tredici canzoni che sono un'ode all'assoluta indipendenza. Della partita fanno
parte quattro solidi musicisti, tra cui si segnalano le chitarre di Adrain
Schoolar e il mandolino di Wes Green, che garantiscono un supporto
di qualità senza abbandonare mai l'idea di un disco costruito con pochi
mezzi e con molta anima. Insomma, tecnica quanta ne volete, ma soprattutto cuore
e trasporto, anche perchè in mancanza di brani memorabili e produttori
alla moda, vale proprio la pena toccare le corde di un onesto roots sound provinciale.
Jungers dibatte la sua ispirazione tra ballate campagnole imbevute di Texas feeling
fino ai piedi (Conviction, Going Nowhere, Remorse Waltz)
qualche scalcagnata marcetta in odore di bluegrass (How Long, il traditional
Knoxville Girl) e veementi sferzate country-rock tagliate dalla sua armonica.
Sono proprio gli episodi racchiusi in quest'ultima categoria a suscitare le impressioni
più entusiaste: l'iniziale Sentimental Guy, che con un trattamento
elettrico farebbe un figurone nel repertorio di Steve Earle, oppure l'incalzante
country-blues di Unlucky, dylaniana fino al midollo. Come sempre: good
news from Texas State. (Fabio Cerbone) www.markjungers.com
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