John
Cate band V
Blue Rose 2002   1/2
C'era
bisogno di un altro songwriter innamorato delle chitarre elettriche? Qualcuno
di sicuro vi risponderebbe di no, ma quando dietro nomi sconosciuti si nascondono
storie musicali fatte di assoluta indipendenza e dura gavetta, noi cominciamo
ad entusiasmarci, siamo fatti così. E' per questo che il quinto lavoro
di John Cate arriva come un fulmine a ciel sereno: lui non è affatto
un esordiente, ma riusciamo ad avere un quadro più preciso della sua attività
solo oggi, grazie agli amici delle Blue Rose, che lo hanno pescato dai bassifondi
del mercato indie per proporlo al pubblico europeo. Ha debuttato nel '96, ma questo
quarantenne è attivo con svariate band fin dagli anni settanta, e l'esperienza
accumulata negli anni si sente tutta nel suo ultimo lavoro, semplicemente intitolato
V. Si respira un'aria familiare fatta di robusto folk-rock cantautorale,
chitarre gracchianti (il bravissimo Paul Candilore, oltre allo stesso John
Cate) e ballate di matrice dylaniana (la bella Outsider, impreziosita dall'uso
dell'armonica). Molto Tom Petty dietro le quinte, specie quello più roots
di Wildflowers, a cominciare dall'apertura frizzante con Let You Down,
anche se i ricordi sembrano fermarsi dalle parti di autentici eroi minori quali
Willie Nile e Steve Forbert. Il roots-rock saltellante di Still in Love With
Her, l'impalcatura alla Byrds con il jingle-jangle di Without You,
le melodie ariose di Already Down portano dritti a quella stagione di Nuovi
Dylan, schiacciati dai sogni di plastica del music business. Ad aumentare
il tasso elettrico sono della partita una vecchia banda di roots-rockers quali
gli Swinging Steaks (qualcuno se li ricorda?): l'energia che scaturisce dal felice
matrimonio è tutta da sentire in Television e It's Alright,
rock'n'roll bollente, i soliti tre accordi e via lanciati come un treno o nel
country-rock tutto nervi di Hangman. Finchè ci saranno questi tesori
nascosti, l'America in musica che amiamo non ci stancherà mai. (Davide
Albini)
www.johncate.com
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