J-200
Trip
From Grace
Loose Booty 2002
  
A Chicago sembra esserci spazio un po' per tutti, a cominciare da un gran
numero di rock'n'roll band curiose di indagare le radici della tradizione americana.
Dagli artisti di casa Bloodshot (storica etichetta cittadina) in poi è
un gran fiorire di realtà molto affini tra di loro, ma ognuna dotata di
un linguaggio musicale ben distinto. E' diificile infatti trovare punti di paragone
locali da accostare ai J-200, curiosa sigla sotto la quale si celano sei
musicisti alla ricerca di un roots-rock limpido e formale, senza particolari invezioni
o sussulti, ma prodotto con una cura dei particolari tale da elevarlo ben al di
sopra della media dei prodotti indipendenti. Sarà merito di Mark Hallman,
uno che da Ani di Franco a Lyle Lovett si è sempre accasato presso artisti
con un certo peso specifico. Trip From Grace acquista punti proprio
nel suono cristallino e se manca di mordente nei testi o negli arrangiamenti,
trova riparo in un country-rock passionale e romantico, a volte decisamente pop,
in cui la voce femminile di Renèe Giron, supportata dai cori di
Suzanne Ecklund, ricorda molto le dinamiche delle Hazeldine (If I Slip
potrebbe tranquillamente far parte di un repertorio comune), mentre Steve Thomas
e Jaque Judy (l'altro autore della band insieme alla Giron) garantiscono
un'accoppiata di chitarre poco invadenti, ma sempre molto calde ed avvolgenti
nei loro incastri. Pregevoli in particolare negli episodi più elettrici
e stradaioli, in cui spunta un jingle-jangle di byrdsiana memoria (Big Guitars)
e del rock'n'roll spigliato e volutamente radiofonico (Good Cry, Still
Katie, She Said), ma mai eccessivamente ruffiano, che scivola piacevolmente
in sintonia con l'asfalto percorso dalla vostra macchina. Quando i ritmi si fanno
meno accesi, diventa tutto più routinario, anche se l'aria da "border
radio" di Caste Away, con tanto di accordion, conquista al primo ascolto.
(Fabio Cerbone) www.j-200.com
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