Reverend
Horton Heat Lucky
7
Artemis 2002   1/2
Fortunato davvero il settimo sigillo del terribile Reverendo Horton Heat,
personaggio alquanto singolare e spirito assolutamente anarchico nel panorama
del rock'n'roll americano: Lucky 7 apre il sodalizio con la prestigiosa
Artemis (affiliata Sony), dopo anni di sereni rapporti con la Sub Pop, label che
nel 1990 aveva lanciato il nome di questo imbizzarito rocker texano (cresciuto
a Corpus Christi!) tra le realtà più indiavolate del revival rockabilly.
E' tuttavia difficile liquidare la musica di Reverend Horton Heat come semplice
ripescaggio del passato: quasi fosse una sorta di Mr. Hyde del buon Brian Setzer,
il Reverendo, così lo chiamano i fans, scardina le sue incontestabili
radici fifties, dando vita ad un infernale punk'n'roll intriso di surf music,
momenti pulp (la grandiosa Reverend Horton Heat's Big Blue Car) e suggestioni
spaghetti-western (lo strumentale Duel At the Two O'clock Bell). Non inventa
nulla, allineandosi a gente quale i Supersuckers o il Mike Ness solista, ma suona
con una foga al limite dell'attacco cardiaco, fa screpitare le chitarre all'inverosimile
e si appoggia ad una sezione ritmica roboante (in tutto sono solo in tre,
con il basso di Jimbo Wallace e la batteria di Scott Churilla).
Nient'altro che rozzo rock'n'roll, spesso al limite del lecito (Galaxy 500
potrebbe essere un affascinante ponte tra rockabilly e trash-metal!), volutamente
irriverente e sopra le righe (il siparietto honky-tonk di You've Got a Friend
Name Jimbo) che quando gira per il verso giusto è assolutamente irresistibile
(Like a Rocket, What's Reminding Me of You). Divertente, scanzonato,
si attiene strettamente alla filosofia del just for fun, disquisendo di
macchine, ragazze, alcool e party ogni sera...non è forse per questo che
il rock'n'roll è nato? (Fabio Cerbone)
www.reverendhortonheat.com
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