The
Hackensaw Boys Give
It Back HB 2002   
Band naturalmente votata all'esercizio
live, perennemente e per necessità on the road, gli Hackensaw
Boys hanno pensato bene di catturare in Give It Back la "sporcizia"
dei loro show senza mediazioni. Attraverso festival e partecipazioni in appoggio
ad artisti delle più disparate provenienze (dai Cake ai Flaming Lips fino
ai De La Soul), il 2002 è stato vissuto sul bus lungo
le highways americane, South-East, Texas e poi New, York, Los Angeles e via di
questo passo. La qualità sonora di questa spiccia raccolta live non rende
tuttavia pienamente giustizia all'impatto della band, e qui risiedono le motivazioni
di una votazione più modesta. Passi pure lo slancio casereccio della loro
musica, ma una maggiore cura avrebbe risaltato le dinamiche dei numerosi elementi
e le qualità dei songoli musicisti. In questo modo si rischia invece di
trovarsi tra le mani una specie di bootleg di discreta qualità e nulla
più. Registrato tra Arizona, Illinois, North Carolina e Tennessee, Give
It Back unisce materiale originale, non presente sul recente Keep It Simple, e
diversi traditionals riadattati alla sensibilità della band (tra cui Ramblin'
Man, Old Joe Clark e la famosa I'll Fly Away). We Are Many
scrivono gli Hackensaw Boys nelle note del cd, ribadendo la centralità
del gruppo rispetto al valore, non indifferente comunque, dei singoli. Questo
spirito da vecchia comunità montanara si riesce a percepire fortemente
lungo le note delle loro esibizioni. L'aggiunta nel booklet di una citazione da
The Grapes of Wrath (Furore) di John Steinbeck aumenta il rispetto nei
loro confronti (Fabio Cerbone) |