Troy
Campbell American
Breakdown
Evangeline/IRD 2002
  
Spero che qualcuno si ricordi ancora dei Loose Diamonds: quando non
andava troppo di moda parlare di rock delle radici, alternative-country e simili,
ad Austin erano già una piccola leggenda del roots-rock cittadino. Un paio
di ottimi dischi nella prima metà degli anni novanta (Burning Daylight,
soprattutto), frizzante rock'n'roll con le giuste influenze texane ed alcune ballate
da strada, poi il silenzio. Troy Campbell era uno dei due lead singers
della formazione, insieme a Jud Newcomb (ora riciclatosi produttore e chitarrista
per conto terzi) e rappresentava il volto pulito e gentile della band. Anche il
proseguio solista della sua carriera conferma quelle impressioni: American
Breakdown è un disco di onesto rock cantautorale, con una forte
impronta melodica, a volte decisamente pop, ma sempre incentrato sul suono limpido
delle chitarre. D'altronde la produzione è nelle mani dell'esperto Gurf
Morlix, che aggiunge il suo inconfondibile tocco chitarristico ad impreziosire
questi bozzetti folk-rock. Campbell ha dalla sua una voce elegante e soffice,
che da il meglio nei tempi medi di certe ballate pop-rock come Sad Truth
e World of Tears, mentre tende ad essere troppo mieloso nei ritmi blandi
ed acustici di Sorrytown e Pacific. La noia è tuttavia bandita
grazie a qualche necessaria impennata elettrica: Rosabelle è un
vibrante folk-rock attraversato dalla slide tagliente di Morlix mentre l'epica
Home After Dark ci riporta volentieri al passato dei Loose Diamnods, con
l'elettricità in primo piano: fosse stato tutto così, American Breakdown
avrebbe fatto ben altra impressione. Nel complesso, resta comunque una buona testimonianza
di salute. (Davide Albini)
www.troycampbell.com
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