The
Boggs We
Are The Boggs We Are
Arena Rock/Ryko 2002  1/2
We Are The Boggs We Are è quello che non t'aspetteresti da una band
di New York all'esordio. Attratti più dall'America rurale che dalla scena musicale
della Grande Mela, The Boggs, con la complicità di strumenti tradizionali,
hanno costruito attorno a folk e irish music (Whiskey And Rye, in stile
Pogues) venti canzoni dal sound tradizionale e primitivo. Non nascondo la disinvoltura
con la quale Jason Friedman (anima, chitarra e voce) & Co. si muovono attraverso
suoni blues (Poor Audrey James), ballate country (How Long?) e melodie
old mainstream (Beside The Windowsill). Rimango comunque spiazzato dalla
scelta della band di affidare il battesimo ad un album autoprodotto, registrato
con modalità alla "Basement Tapes", cioè d'istinto, quasi fosse una
jam session in qualche scantinato o cucina di provincia, e che calca la mano su
uno stile d'altri tempi, con il tentativo di riprodurre perfino i fruscii del
vinile (in Emily, O, Emily soprattutto), manco fosse un 78 giri del '29
rispolverato di recente. Non che l'audace scelta di regalare "New Standards" sia
da bistrattare e che i ragazzi, con il passo successivo all'abbandono degli incroci
di Brooklyn, abbiano osato troppo. Temo soltanto che la loro musica si dissolva
nel nulla a causa di un mercato che non da spazio a progetti simili se non per
colonne sonore prodotte da T-Bone Burnett. Comunque, a dispetto del giudizio,
ce né fossero... (Carlo Lancini) www.arenarockrecordingco.com
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