Hadacol
All
In Your Head
Slewfoot 2001   1/2
Cambio di etichetta per gli Hadacol, ora approdati all'attiva Slewfoot
del loro produttore Lou Whitney, ma stessa ricetta del passato, con il
vantaggio di una maggiore coesione, di migliaia di chilometri macinati sulle highways
americane e dell'acquisto di un nuovo batterista. Saldamente condotta dai fratelli
Greg e Fred Wickam, la band del Missouri conferma il suo ruolo non
indifferente nel panorama alternative-country del momento: in un ipotetico albero
genealogico del genere, sono tra le realtà più ruspanti e convincenti
sbucate dalla seconda generazione roots, grazie ad una singolare caratteristica,
quella di porsi come una verace blue-collar band alle prese con la tradizione
country. Hanno mutuato il nome da un potente liquore che sponsorizzava gli show
radiofonici di Hank Williams negli anni quaranta e questo dovrebbe spiegare ogni
cosa sui loro gusti musicali. Le chiassose chitarre sparse lungo tutto All
In Your Head tradiscono però influenze molteplici e meno scontate
di quanto si possa immaginare, proseguendo sulla linea del precedente Better Than
This. L'incontro tra l'anima operaia e springsteeniana dei fratelli Wickam (tra
l'altro due autori da non sottovalutare), qui rappresentata da ballate come Already
broken e Libby's tune, il country'n'roll spiccio alla Johnny Cash di
Down again e What I'm doing wrong e qualche sfuriata rock alla Bottlerockets
(lo sconvolgente trattamento riservato al traditional Little Sadie
o la stessa All in your head), lascia l'impressione di un gruppo nettamente
in crescita e sopra la media del settore, coriacei rappresentanti di quel sottobosco
roots americano che non vorremmo sparisse mai.
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